Il Tirolo è una regione delle Alpi centrali situata tra Italia e Austria. Nonostante la sua lunga storia di unità culturale e linguistica, oggi è divisa tra i due stati e per questo motivo è diffusa la distinzione tra Tirolo austriaco e Tirolo italiano. Grazie alla combinazione unica di bellezze naturali, cultura, tradizioni e una vasta offerta di attività per ogni stagione il Tirolo è una delle destinazioni alpine più affascinanti d’Europa. Scopriamola insieme.
La capitale, Innsbruck
A meno di un’ora dal confine italiano, Innsbruck è la vera “capitale” non solo del Tirolo, ma di tutte le Alpi. Conti, duchi, imperatori ebbero sempre a cuore questa città che qualcuno associa più ai fasti degli sport invernali che ai tesori d’arte che custodisce. In effetti, Innsbruck ha dato i natali a grandi campioni dello sci, è stata la sede di due Olimpiadi invernali ed è destinazione per il divertimento sulla neve. Ma non bisogna dimenticare che è anche luogo per occuparsi del proprio benessere e assaggiare una cucina superba.

Adagiata in un’ampia ansa dell’Inn, a 570 metri di altitudine, non grandissima ma preziosa, la città ha lasciato il segno nella storia d’Europa. Vanta il più completo insieme di opere rinascimentali dell’Austria, al quale si aggiungono gli apporti del Barocco e del Rococò. Ma l’aspetto eccezionale è che il tutto si inserisce in un autentico paesaggio alpino, con le montagne della catena del Karwendel che incombono sulla città.
La parte più bella della città è racchiusa nel perimetro centrale dell’altstadt, la città vecchia, anche se gli immediati sobborghi come Wilten offrono altre preziose testimonianze artistiche di valore assoluto: è qui che si trovano due imponenti architetture sacre, la Basilica papale e l’abbazia, il castello di Ambras, roccaforte inespugnabile, residenza nobiliare e, dopo numerose modificazioni architettoniche, ricchissima pinacoteca e museo colmo di tesori.

Tirolo: lo scenario degli sport invernali
Oltre Innsbruck, in bilico fra passato e presente, una gioiosa nostalgia ci porta nell’altro Tirolo, tra monti selvaggi, città medievali e gente che sa divertirsi. Salendo in funivia verso l’Hafelekarspitze, il Tirolo si apre alla nostra vista in una gloriosa sinfonia paesaggistica: come su una pagina di un atlante illustrato si distinguono i monti, si leggono le pieghe delle valli, si contano i villaggi e gli alpeggi, si sgrana il rosario delle chiese e cappelle solitarie. E dove lo sguardo non arriva, chi lo vuole può intuire comunque l’incanto di luoghi romantici dove la tradizione non ha tempo.
Verso oriente, per esempio, nascosto dal pinnacolo dell’Hohe Salve, c’è da immaginare la piccola cittadina di Kitzbühel, regina del grande sci fino dal tardo Ottocento, quando i suoi cittadini importarono dalla Norvegia una partita di sci e con questi attrezzi misteriosi e primitivi cominciarono a sfidarsi sui pendii del Kitzbüheler Horn. Fu la fortuna della cittadina: la sua fama si diffuse in Gran Bretagna, poi in Germania e negli anni ’20 era già una località alla moda. Nel 1931 venne aperto l’impianto dell’Hahnenkamm lungo cui si snoda la Streif, la pista più classica della Coppa del Mondo di sci maschile.

Valli a perdita d’occhio
A noi più familiare, e quindi più facile da immaginare, ecco allungarsi a sud la valle del Brennero, il più trafficato accesso dall’Italia verso l’Austria. Già dal 1867 era percorsa da una ferrovia, un costosissimo gioiello tecnologico che impiegava sei ore per collegare Innsbruck a Bolzano, passando attraverso 23 tunnel. La valle in sé è un tormento di automobili, pullman e autotreni, ma tutt’intorno è paradiso.
Il pettine delle valli prosegue verso ponente con l’Ötztal che il passo di Timmelsjoch mette in comunicazione con Merano, e poi, selvaggia e antica, la Pitztal, con la Pitz-Panoramabahn, la più alta funivia austriaca, che si spinge fino ai 3440 m dell’Hinterer Brunnenkogel.

E ancora più a ovest, si incontrano l’Arlberg e Sankt Anton am Arlberg, la madre di tutte le stazioni sciistiche: qui nel 1907 Hannes Schneider, con la tecnica dello Stem Christiania, inventò lo sci moderno mandando in pensione il telemark degli scandinavi. Non molto più in alto, si raggiunge Sankt Christoph am Arlberg: un lento e tranquillo avamposto di civiltà in una natura spettacolare.
Un poco più oltre ci sono la Germania e la Svizzera. Ma questo è un altro viaggio.
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